p 109 .

Paragrafo 5 . L'Europa centro-orientale e balcanica.

     
La  grande  crisi tolse ogni possibilit ai paesi dell'Europa  centro-
orientale  e  balcanica  di  uscire dalle condizioni  di  arretratezza
economica  in  cui  versavano.  I rapporti  politico-sociali  pertanto
continuarono    ad    essere    caratterizzati    dalla     supremazia
dell'aristocrazia terriera, dalla scarsa consistenza della  borghesia,
dalla  debolezza  delle  forze democratiche e dalla  formazione  quasi
ovunque  di  movimenti ispirati al fascismo e al  nazismo.  Tutto  ci
favor la diffusione di regimi autoritari e dittatoriali.
     La   crisi   del   1929   ebbe  effetti   particolarmente   gravi
sull'economia austriaca, in quanto provoc, fra l'altro, il fallimento
della  banca  Kredit-anstalt, che finanziava gran parte  dell'attivit
produttiva.  Ne  scatur  una  grave  tensione  sociale,  della  quale
approfitt il cattolico conservatore Engelbert Dollfuss per instaurare
un  regime  autoritario  e dittatoriale. Nel  1934,  dopo  la  brutale
repressione  della  cosiddetta  "comune  di  Vienna",  un'insurrezione
organizzata dalle forze operaie socialdemocratiche e comuniste,  venne
varata una costituzione che fece dell'Austria uno stato corporativo di
tipo  fascista.  In  quello stesso anno, il  cancelliere  Dollfuss  fu
ucciso  dai  nazisti austriaci nel corso di un tentativo di  colpo  di
stato,  che  mirava  a  promuovere l'annessione  alla  Germania  (vedi
capitolo  precedente, paragrafo 11). Il tentativo fall, ciononostante
i  successori di Dollfuss non riuscirono a stabilizzare la  situazione
interna  e  l'annessione venne attuata da Hitler nel marzo  del  1938,
senza alcuna reazione da parte delle maggiori potenze europee.
     In   Ungheria,  a  partire  dal  1932,  protagonista  del  regime
dittatoriale  instaurato dall'ammiraglio Mikls Horthy (vedi  capitolo
Tre,  paragrafo 7) divent il generale Gyula Ykfai Gmbs,  capo  del
movimento delle "croci frecciate" di ispirazione nazista. Analoga  era
la  situazione in Romania, dove imperversava la violenza politica  del
movimento  reazionario, antisocialista e antisemita delle "guardie  di
ferro",  fondato da Corneliu Codreanu; qui, nel 1938 il sovrano  Carol
secondo dette vita ad uno stato corporativo di tipo fascista.
     
     p 110 .
     
     [Cartina   non   riportata:  Democrazie,  regimi   autoritari   e
comunisti nel primo dopoguerra].
     
     In  Iugoslavia il re Alessandro primo attu una dura  repressione
nei confronti dei comunisti, del movimento operaio e dei gruppi etnici
contrari  all'egemonia  serba. Il clima di crescente  tensione  sfoci
nell'assassinio  dello  stesso  sovrano,  nell'ottobre  del   1934   a
Marsiglia  durante  una  visita ufficiale,  ad  opera  di  membri  del
movimento degli ustascia (vedi capitolo Tre, paragrafo 7). Negli  anni
successivi  si  accentuarono sia l'autoritarismo che i  contrasti  tra
serbi e croati.
     In  Bulgaria re Boris terzo nel 1934 decise la sospensione  della
costituzione. In quello stesso anno in Polonia venne varata una  nuova
costituzione,  che rafforzava ulteriormente il potere del  maresciallo
Jsef  Pilsudsky.  La  morte di quest'ultimo, avvenuta  nel  1935,  fu
seguita dalla instaurazione di una dittatura militare. Analogo  regime
venne instaurato in Grecia nel 1936 dal generale Ionnis Metaxs.
     Nel  1939 la Cecoslovacchia, lo stato economicamente pi avanzato
e  politicamente  pi  stabile dell'Europa  orientale,  cadde  vittima
dell'espansionismo  nazista, tollerato dalle potenze  occidentali.  In
quello  stesso anno, come gi detto (paragrafo 2 di questo  capitolo),
Mussolini ordin l'occupazione e l'annessione del regno di Albania.
